Dal diario di una giovane partecipante a un interessantissimo workshop su "I mestieri del libro" che, a causa di un sistema di pubblicazione commenti zuzzurellone, non solo non riesce a depositare in calce alle memorie dei suoi colleghi il suo piccolo contributo ma attira anche maledizioni e improperi per il disagio e l'ingorgo dei suoi vari tentativi, indegnamente falciati e sbeffeggiati dal sistema.
Non le resta che sfruttare questa landa deserta (leggi blog) per portare a compimento un progetto teoricamente molto semplice, se l'amore per le parole non fosse pubblicamente denigrato dalla tecnologia.
Cari amici e cari Subway addicted,
sono Silvia, non appartengo alla combattente e valorosa brigata ostello e non ho vinto nessun premio se non quello di poter partecipare al workshop come “visitatrice del sito selezionata” (formula istituzionale del comune di Milano dedicata alla piccola comunità degli infiltrati).
A distanza di una settimana e con il distacco necessario per poter esprimere un giudizio sgombro dall’entusiasmo del momento e dal metabolismo degli addii, non posso fare altro che unirmi al coro dei complimenti diretti a Ponte di Pino&Franzini per la serietà e la professionalità infusa all’evento e verso tutti gli autori degli interventi che hanno tradotto in dati e numeri le dinamiche di un settore molto affascinante e parimenti complesso. Francamente il risultato è stato ben superiore alle mie aspettative, sia in termini di qualità che in quelli di umanità diffusa tra astanti e relatori.
Acustica, traghettamento ostellanti, associazione reduci e capriole con gli amici del liscio, seppur non condivise da tutti i partecipanti (ma chi è venuto ogni giorno da fuori città e gode del senso dell’orientamento di una talpa stordita ha avuto ugualmente qualche affanno…chi io? naaa) hanno costituito il cielo azzurro di poeti, scrittori, grafici e illustratori, che, anche grazie a un’occasione così ben assortita, ha dato nuova consistenza alle nuvole, lì dove languono i miraggi di ciascuno: con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole (E. Flaiano) è il motto con cui esprimo all’associazione Subway- Letteratura infinita gratitudine e con il quale auguro a tutti voi, anime candide candidamente animate, il miglior proseguimento di una carriera che forse non per tutti sarà di scrittore, poeta o illustratore ma che per ognuno potrà costituire l’attestazione e il convincimento della propria libertà di pensatore e perché no, di uomo.
In attesa di un vostro, nostro, caso editoriale…
Con affetto,
Silvia
sabato 20 giugno 2009
giovedì 11 giugno 2009
Fratelli d'Italia, l'Italia s'è destra
Fratelli d’Italia, l’Italia s’è destra dell’elmo di Silvio s’è cinta la testa
Dov’è la Vittoria? Le porga la chioma, chè schiava di Roma Iddio la creò.
Stringiamci a corte, siam pronti alla morte, siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò.
Le ultime elezioni italiane hanno sancito la vittoria del centrodestra a livello amministrativo e provinciale. Chi l’avrebbe mai detto?
Grande soddisfazione in Italia per la vittoria del Popolo della libertà sul Partito democratico. Le previsioni annunciavano un sicuro 99,9% a vantaggio del Popolo della libertà. Il fatto che i voti favorevoli si siano attestati intorno al 35% non sposta di una virgola le previsioni, commenta a caldo il portavoce del gruppo che fa bella mostra del saggio “La dichiarazione politica: strategie di comunicazione del paraculo”.
Soddisfazione per la Lega che consolida la propria presenza in tutto il nord-est, in particolare nel Veneto e in Lombardia. Un vero e proprio trionfo dello scudo padano nelle città di Brescia e Bergamo sta facendo lavorare le rispettive giunte alla possibilità di fondersi in un unico centro. Bergascia potrebbe essere l’ipotetico nome, con il mantenimento della distinzione in alta e bassa per un occhio di riguardo alle tradizioni del federalismo. Si verrebbero così a creare Bergascia alta per i bresciani e Bergascia bassa per i bergamaschi, con due sindaci e due amministrazioni, ma il nome sarebbe uno solo ed è questa l’originalità di sicura esportazione in tutta la confederazione leghista. La festa del Santo patrono vedrà gareggiare amichevolmente le due sponde agli antichi giochi padani: el xugo de la caccia a lo stranier, el xugo de l’impiccà terun, el xugo del Burghez avelenà, solo alcuni dei tanti previsti.
Orgoglio e congratulazioni dunque per il centrodestra che estende e rafforza la propria egemonia su tutto il territorio. Il Cavaliere si dice fiero dei risultati ma mantiene un atteggiamento consono al clima di generale austerità: non festeggiamenti in pompa magna ma solo un piccolo rinfresco alla presenza dei suoi avvocati, Sbirulino, Cip e Ciop e Alì Babà e i 40 ladroni servito nel cortile di Montecitorio. Il cortile sarà collegato da un corridoio interno agghindato da mortadellone e provole da 1 kg ciascuna che condurrà dritto al bordo piscina di Villa Certosa dove saranno raccolti ad attendere il festeggiato altri 150.000 invitati sorteggiati tramite il concorso indetto da TV Sorrisi e Cazzoni. Tutti insieme e tutti ignudi impegneranno l’attesa raccontando uno ciascuno divertentissime barzellette tratte dalla celebre raccolta di battute a firma di “Un anonimo arcorese”, il tutto a spese del Cavaliere. A noi toccheranno le mance.
Nel frattempo, nei pochi comuni dove ha vinto la sinistra è in corso il rafforzamento delle cinta murarie e il ripristino dei ponti levatoi. “Chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori” campeggerà sul cartello di benvenuto. Per l’accesso in città bisognerà sottoporsi a una rapida quanto sofisticata verifica da parte del tiromancino, un pratico strumento elettronico programmato con il linguaggio della medicina tradizionale cinese combinata alle mosse di Bud Spencer, utile all’immediato recupero di alcuni fondamentali valori di sinistra. Come funziona il tiromancino: nel momento in cui i sensori della macchina rivelano una presenza umana, tirano fuori una raffica di cazzotti meccanici diretti a qualsiasi zona del corpo a colpi incrociati e capovolti. Una volta terminata l’operazione, la persona sottoposta al trattamento avrà subito una leggera flessione del busto con la quale tenderà mani e piedi senz’altro a sinistra e solo allora, potrà distinguersi come virtuoso cittadino della comunità cui andrà ad aggregarsi. Quando gli chiederanno: che è stato? Il fortunato prescelto risponderà con tanto di orgoglio e braccio rotto: è stato un tiromancino.
Dov’è la Vittoria? Le porga la chioma, chè schiava di Roma Iddio la creò.
Stringiamci a corte, siam pronti alla morte, siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò.
Le ultime elezioni italiane hanno sancito la vittoria del centrodestra a livello amministrativo e provinciale. Chi l’avrebbe mai detto?
Grande soddisfazione in Italia per la vittoria del Popolo della libertà sul Partito democratico. Le previsioni annunciavano un sicuro 99,9% a vantaggio del Popolo della libertà. Il fatto che i voti favorevoli si siano attestati intorno al 35% non sposta di una virgola le previsioni, commenta a caldo il portavoce del gruppo che fa bella mostra del saggio “La dichiarazione politica: strategie di comunicazione del paraculo”.
Soddisfazione per la Lega che consolida la propria presenza in tutto il nord-est, in particolare nel Veneto e in Lombardia. Un vero e proprio trionfo dello scudo padano nelle città di Brescia e Bergamo sta facendo lavorare le rispettive giunte alla possibilità di fondersi in un unico centro. Bergascia potrebbe essere l’ipotetico nome, con il mantenimento della distinzione in alta e bassa per un occhio di riguardo alle tradizioni del federalismo. Si verrebbero così a creare Bergascia alta per i bresciani e Bergascia bassa per i bergamaschi, con due sindaci e due amministrazioni, ma il nome sarebbe uno solo ed è questa l’originalità di sicura esportazione in tutta la confederazione leghista. La festa del Santo patrono vedrà gareggiare amichevolmente le due sponde agli antichi giochi padani: el xugo de la caccia a lo stranier, el xugo de l’impiccà terun, el xugo del Burghez avelenà, solo alcuni dei tanti previsti.
Orgoglio e congratulazioni dunque per il centrodestra che estende e rafforza la propria egemonia su tutto il territorio. Il Cavaliere si dice fiero dei risultati ma mantiene un atteggiamento consono al clima di generale austerità: non festeggiamenti in pompa magna ma solo un piccolo rinfresco alla presenza dei suoi avvocati, Sbirulino, Cip e Ciop e Alì Babà e i 40 ladroni servito nel cortile di Montecitorio. Il cortile sarà collegato da un corridoio interno agghindato da mortadellone e provole da 1 kg ciascuna che condurrà dritto al bordo piscina di Villa Certosa dove saranno raccolti ad attendere il festeggiato altri 150.000 invitati sorteggiati tramite il concorso indetto da TV Sorrisi e Cazzoni. Tutti insieme e tutti ignudi impegneranno l’attesa raccontando uno ciascuno divertentissime barzellette tratte dalla celebre raccolta di battute a firma di “Un anonimo arcorese”, il tutto a spese del Cavaliere. A noi toccheranno le mance.
Nel frattempo, nei pochi comuni dove ha vinto la sinistra è in corso il rafforzamento delle cinta murarie e il ripristino dei ponti levatoi. “Chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori” campeggerà sul cartello di benvenuto. Per l’accesso in città bisognerà sottoporsi a una rapida quanto sofisticata verifica da parte del tiromancino, un pratico strumento elettronico programmato con il linguaggio della medicina tradizionale cinese combinata alle mosse di Bud Spencer, utile all’immediato recupero di alcuni fondamentali valori di sinistra. Come funziona il tiromancino: nel momento in cui i sensori della macchina rivelano una presenza umana, tirano fuori una raffica di cazzotti meccanici diretti a qualsiasi zona del corpo a colpi incrociati e capovolti. Una volta terminata l’operazione, la persona sottoposta al trattamento avrà subito una leggera flessione del busto con la quale tenderà mani e piedi senz’altro a sinistra e solo allora, potrà distinguersi come virtuoso cittadino della comunità cui andrà ad aggregarsi. Quando gli chiederanno: che è stato? Il fortunato prescelto risponderà con tanto di orgoglio e braccio rotto: è stato un tiromancino.
D’altronde la sinistra non è alla frutta ma ammettiamo alcuni bruciori di stomaco, dichiara il leader dell’opposizione rantolando a terra dopo un tiromancino provato a sua insaputa.
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