venerdì 8 maggio 2009

Ritratto

Ha una faccia che non promette nulla di buono a chi osa candidamente posarvi lo sguardo. In occasione di una serata pubblica, colpisce che allegorie mondane quali il convenevole, la buona conversazione, il sorriso di circostanza, non abitino quegli occhi piccoli, tondi e neri, incastonati nell’espressività di una faina rosa dalla fame e ingrigita dall’invidia verso il restante genere umano. Al momento di aprire bocca, non tace alcune considerazioni che, senza particolare impegno, confermano la bieca mediocrità del suo ragionare e l’insopportabile ovvietà di tanto,superfluo, fiato sprecato. I presenti sornionamente accondiscendono sopportando con affabile rassegnazione una presenza, la sua, che ottunde qualsiasi spiraglio di composta socialità. La mia evidente indifferenza infastidisce lei e fa dispiacere me.
Che tortura nasconderle un inconfessabile segreto: gli ultimi studi in materia di evoluzione sarebbero d’accordo nel ritenere la sua esistenza come un clamoroso malinteso tra adattamento ambientale e mutazione genetica. In buona sostanza, un peccato di gioventù del Creatore.

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