lunedì 20 aprile 2009

Padre Nostro

«Ma come, lei non ha un conto in banca?»
«Esattamente, non ho un conto in banca. »
«…»
«…»
«Scusi, perché non se ne apre uno? »
«Scusi lei, come farei ad aprirne uno? »
«…»
«…»
«È l’evoluzione dell’uomo e della specie ad imporcelo. »
«Per il momento, proprio perché sono una persona evoluta o meglio, educata, mi impongo di non dirle a chiare lettere perché non posso aprirmi un conto in banca! »
«…»
«…»
Certo, arrivare alla veneranda età di 26 anni e non possedere un conto corrente bancario è cosa assai curiosa.
Diciamolo chiaramente: è cosa grave.
Ricordo ancora con emozione la prima volta in cui mi chiesero l’Iban e lo stupore della malcapitata persona cui dovetti ammettere con rammarico e vergogna la mia terribile verità (dopo essermi adeguatamente informata su cosa fosse):«Ehm, no, non ho un conto in banca.»
La memoria riecheggia parole che rimbalzano ancora vive nel cervello, espandendosi in suoni lunghi, cupi ma distinti: N o N h O u N c O n T o I n B a N c A… e giù una serie infinita di ululati da fantasma formaggino dei poveri.
Come si fa a condurre e gioire di una esistenza terrena, ergo materiale, ergo consumistica, senza disporre di uno strumento che semplifichi la gestione del denaro e al contempo consenta la raccolta dei risparmi destinati a fronteggiare le spese correnti?
Come si fa ad arrivare a 26 e dico 26 anni senza poter scandire in modo del tutto naturale cifre che costituiscono una geniale combinazione dei preistorici codici ABI e CAB?
Non avendo, per l’appunto, nulla da semplificare, tantomeno da scandire.
Grazie all’ indisponibilità di una cospicua mole di denaro da gestire e grazie all’assenza di una impellente esigenza di risparmio, le spese correnti vengono fronteggiate attraverso transazioni elementari come aprire il portafogli e versare alla persona preposta il denaro sufficiente all’espletazione della transazione.
Se poi mi è qui consentito scendere in triviali dettagli - e prego coloro che hanno già assunto espressioni di disgusto di non proseguire la lettura - non trafficando una mole di denaro atta a rimpinguarsi ciclicamente (circa una volta al mese, proprio come uno stipendio), dunque non dinamica bensì “stitica”, luoghi deputati al risparmio letteralmente “autogestito”, sono ancora per il momento i libri: tra le pagine di manuali che mai oserei aprire se non per un controllo veloce degli emolumenti risparmiati, spunta una busta bianca contenente qualche biglietto verde o arancione del valore di cento e cinquanta euro.
A fine anno, Italo Svevo non pretende spese di gestione dall’altro mondo, impegnato com’è nel fare ancora i conti con la Coscienza di Zeno.
E i soli interessi prodotti e capitalizzati sono sempre gli stessi: recitare la solita, mesta, preghiera.

Padre Nostro che sei nei cieli,
fa che io possa avere un lavoro regolato da un contratto
capace di assicurarmi una retribuzione mensile
continua, la quale mi infonda il giusto ottimismo
per aprire un conto in banca senza l’affanno
di sapere se e come poterlo sostenere in futuro.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
cioè fa che io possa trovare soddisfazione nella professione cui accedo
attraverso un contratto stage, perché se sfortunatamente
dovesse mancarmi codesta condizione, quale gratificazione
potrei avere nel lavorare un minimo di 8 ore al giorno per 400 euro
di rimborso spese mensile a Milano, città così parca nei costi e
nell’atmosfera discretamente respirabile?

Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori:
se tu dovessi farmi avere un lavoro con le sopraesposte condizioni
ed io potessi quindi essere dotata di tutti i crismi
imposti dal buonsenso per aprire un conto in banca, sarei
ben lieta di fornire a quel datore di lavoro che mi retribuisce
400 euro per un contratto a progetto, un vituperato codice Iban.

E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male
quando alla prossima domanda sul perché io non sia correntista
sia correntemente portata a rispondere, non insistendo con eventuali
giustificazioni sulle mie personali scelte di vita
e prevenendo opportune precisazioni sulle presunte
evoluzioni della specie:

«Scusi, perché non se ne apre uno? »
«Perché sono cazzi miei!»

Non indurci in tentazione, ma liberaci dal male.
Amen.

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