martedì 7 luglio 2009

Stefano Rosso - Una storia disonesta

Nostalgia di un'epoca non vissuta.
Semmai, un po' "filtrata".

sabato 20 giugno 2009

Con i piedi fortemente poggiati.... su una nuvola dove sia possibile pubblicare integralmente i commenti

Dal diario di una giovane partecipante a un interessantissimo workshop su "I mestieri del libro" che, a causa di un sistema di pubblicazione commenti zuzzurellone, non solo non riesce a depositare in calce alle memorie dei suoi colleghi il suo piccolo contributo ma attira anche maledizioni e improperi per il disagio e l'ingorgo dei suoi vari tentativi, indegnamente falciati e sbeffeggiati dal sistema.
Non le resta che sfruttare questa landa deserta (leggi blog) per portare a compimento un progetto teoricamente molto semplice, se l'amore per le parole non fosse pubblicamente denigrato dalla tecnologia.

Cari amici e cari Subway addicted,
sono Silvia, non appartengo alla combattente e valorosa brigata ostello e non ho vinto nessun premio se non quello di poter partecipare al workshop come “visitatrice del sito selezionata” (formula istituzionale del comune di Milano dedicata alla piccola comunità degli infiltrati).

A distanza di una settimana e con il distacco necessario per poter esprimere un giudizio sgombro dall’entusiasmo del momento e dal metabolismo degli addii, non posso fare altro che unirmi al coro dei complimenti diretti a Ponte di Pino&Franzini per la serietà e la professionalità infusa all’evento e verso tutti gli autori degli interventi che hanno tradotto in dati e numeri le dinamiche di un settore molto affascinante e parimenti complesso. Francamente il risultato è stato ben superiore alle mie aspettative, sia in termini di qualità che in quelli di umanità diffusa tra astanti e relatori.

Acustica, traghettamento ostellanti, associazione reduci e capriole con gli amici del liscio, seppur non condivise da tutti i partecipanti (ma chi è venuto ogni giorno da fuori città e gode del senso dell’orientamento di una talpa stordita ha avuto ugualmente qualche affanno…chi io? naaa) hanno costituito il cielo azzurro di poeti, scrittori, grafici e illustratori, che, anche grazie a un’occasione così ben assortita, ha dato nuova consistenza alle nuvole, lì dove languono i miraggi di ciascuno: con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole (E. Flaiano) è il motto con cui esprimo all’associazione Subway- Letteratura infinita gratitudine e con il quale auguro a tutti voi, anime candide candidamente animate, il miglior proseguimento di una carriera che forse non per tutti sarà di scrittore, poeta o illustratore ma che per ognuno potrà costituire l’attestazione e il convincimento della propria libertà di pensatore e perché no, di uomo.

In attesa di un vostro, nostro, caso editoriale…

Con affetto,
Silvia

giovedì 11 giugno 2009

Fratelli d'Italia, l'Italia s'è destra

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è destra dell’elmo di Silvio s’è cinta la testa
Dov’è la Vittoria? Le porga la chioma, chè schiava di Roma Iddio la creò.
Stringiamci a corte, siam pronti alla morte, siam pronti alla morte,
l’Italia chiamò.

Le ultime elezioni italiane hanno sancito la vittoria del centrodestra a livello amministrativo e provinciale. Chi l’avrebbe mai detto?

Grande soddisfazione in Italia per la vittoria del Popolo della libertà sul Partito democratico. Le previsioni annunciavano un sicuro 99,9% a vantaggio del Popolo della libertà. Il fatto che i voti favorevoli si siano attestati intorno al 35% non sposta di una virgola le previsioni, commenta a caldo il portavoce del gruppo che fa bella mostra del saggio “La dichiarazione politica: strategie di comunicazione del paraculo”.

Soddisfazione per la Lega che consolida la propria presenza in tutto il nord-est, in particolare nel Veneto e in Lombardia. Un vero e proprio trionfo dello scudo padano nelle città di Brescia e Bergamo sta facendo lavorare le rispettive giunte alla possibilità di fondersi in un unico centro. Bergascia potrebbe essere l’ipotetico nome, con il mantenimento della distinzione in alta e bassa per un occhio di riguardo alle tradizioni del federalismo. Si verrebbero così a creare Bergascia alta per i bresciani e Bergascia bassa per i bergamaschi, con due sindaci e due amministrazioni, ma il nome sarebbe uno solo ed è questa l’originalità di sicura esportazione in tutta la confederazione leghista. La festa del Santo patrono vedrà gareggiare amichevolmente le due sponde agli antichi giochi padani: el xugo de la caccia a lo stranier, el xugo de l’impiccà terun, el xugo del Burghez avelenà, solo alcuni dei tanti previsti.

Orgoglio e congratulazioni dunque per il centrodestra che estende e rafforza la propria egemonia su tutto il territorio. Il Cavaliere si dice fiero dei risultati ma mantiene un atteggiamento consono al clima di generale austerità: non festeggiamenti in pompa magna ma solo un piccolo rinfresco alla presenza dei suoi avvocati, Sbirulino, Cip e Ciop e Alì Babà e i 40 ladroni servito nel cortile di Montecitorio. Il cortile sarà collegato da un corridoio interno agghindato da mortadellone e provole da 1 kg ciascuna che condurrà dritto al bordo piscina di Villa Certosa dove saranno raccolti ad attendere il festeggiato altri 150.000 invitati sorteggiati tramite il concorso indetto da TV Sorrisi e Cazzoni. Tutti insieme e tutti ignudi impegneranno l’attesa raccontando uno ciascuno divertentissime barzellette tratte dalla celebre raccolta di battute a firma di “Un anonimo arcorese”, il tutto a spese del Cavaliere. A noi toccheranno le mance.

Nel frattempo, nei pochi comuni dove ha vinto la sinistra è in corso il rafforzamento delle cinta murarie e il ripristino dei ponti levatoi. “Chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori” campeggerà sul cartello di benvenuto. Per l’accesso in città bisognerà sottoporsi a una rapida quanto sofisticata verifica da parte del tiromancino, un pratico strumento elettronico programmato con il linguaggio della medicina tradizionale cinese combinata alle mosse di Bud Spencer, utile all’immediato recupero di alcuni fondamentali valori di sinistra. Come funziona il tiromancino: nel momento in cui i sensori della macchina rivelano una presenza umana, tirano fuori una raffica di cazzotti meccanici diretti a qualsiasi zona del corpo a colpi incrociati e capovolti. Una volta terminata l’operazione, la persona sottoposta al trattamento avrà subito una leggera flessione del busto con la quale tenderà mani e piedi senz’altro a sinistra e solo allora, potrà distinguersi come virtuoso cittadino della comunità cui andrà ad aggregarsi. Quando gli chiederanno: che è stato? Il fortunato prescelto risponderà con tanto di orgoglio e braccio rotto: è stato un tiromancino.
D’altronde la sinistra non è alla frutta ma ammettiamo alcuni bruciori di stomaco, dichiara il leader dell’opposizione rantolando a terra dopo un tiromancino provato a sua insaputa.

mercoledì 27 maggio 2009

La perduta civiltà del Cul

Signore e signori, siamo orgogliosi di terminare il nostro ciclo di incontri dedicati alle meraviglie perdute di Italide con il seminario di quest’oggi, il cui titolo ricorda vagamente i versi dell’illustre poeta Gigio Mercantini “ Eran 60 milioni, erano giovani e forti e sono morti.”

Dai frammenti pervenutici dall’autorevole Museo delle Antichità di Italide che ha sede in un incantevole borgo di origine medioevale, il Fidenza Village, promotore di diverse iniziative volte al recupero culturale e antropologico dei popoli che infinito lustro conferirono alla civiltà eternamente perduta, possiamo stabilire con una certa sicumera che tra tutti quelli esaminati fin’ora, il più stimato fu indubbiamente il popolo Cul.

Siamo a conoscenza del fatto che i Cul presero un decisivo sopravvento nel corso del XX secolo, tuttavia esisterebbero diverse ipotesi sulla loro origine. La più accreditata è l'ipotesi folcloristica.
Narra la leggenda che nello splendido stivale a forma di paese, tale stirpe nacque agli inizi degli anni '80 del XX secolo dall’incrocio tra un commerciante di Rolex falsi e una imprecisata figura femminile nota per affabulare i turisti con il gioco delle tre carte e radicò ben presto in tutto il territorio, generando centinaia e centinaia di esemplari.

Le carte in nostro possesso attestano numerose espressioni del genio Cul, famoso anche oltreoceano e additato da tutte le nazioni europee come singolare celebrazione del più comune cittadino italideo.
Le manifestazioni più sobrie di questa razza, sono conservate nei verbali di un’autorità dell’epoca chiamata Polizia municipale. Tali annotazioni verificano come i Cul volessero primeggiare su tutto e tra tutti, senza ossequio alle regole preposte, consultabili in un pratico manuale chiamato Codice della Strada. Tanto per fare un esempio, pare che il Cul usasse parcheggiare la vettura in doppia fila - a volte anche in verticale sfidando la legge di gravità - pur di guadagnare il proprio quarticello di manto stradale, indifferente alle proteste di qualsiasi iniquo cittadino comune.
Non solo.
Attestazioni della presenza Cul si possono trovare in molti altri ambiti. Nei templi dedicati alla socializzazione di massa come i centri commerciali, il Cul era espressione della furbizia applicata al concetto di ordine sequenziale, meglio noto con il termine fila.
Il Cul non ammetteva tale anomala consuetudine e, ignorando proteste e lamentele del solito rappresentante di bassa categoria, sfidava ordini e sequenze carpendo il momento buono per farsi largo con atteggiamento mansueto. Ne abbiamo conferma grazie al ritrovamento di centinaia di carrelli sventrati dopo un amichevole confronto sportivo sedato a colpi di baguette. Ma è ancora poco.
I documenti che abbiamo esaminato, ci hanno offerto un excursus di fatti e riproduzioni storiche a testimonianza di quanto la diffusione dei Cul fosse capillare ed eterogenea in diversi settori della società italidea che non possiamo citare singolarmente per ragioni di tempo. Rischieremmo di impiegare diverse settimane ma, nonostante il vivo interesse per la civiltà Cul, non possiamo dedicare ad essa più tempo di quanto l’Italide impiegò a riconoscerne la presenza, cioè, neanche un minuto.

Pare infatti che questa nazione ricca e prospera di bellezza e cultura, apprezzasse enormemente i Cul tanto da designarne molti alle più alte cariche dell’Impero (tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo il concetto di Stato in Italide subì una repentina regressione storica) e costituirne una vera e propria associazione estesa a mo’ di ragnatela, occupante in maniera un pò sospetta - lo ammettiamo - numerosi posti pubblici, alcuni dei quali accessibili mediante concorso.
Non a caso, ci giungono frammenti circa uno tra i maggiori detentori del consenso popolare, quello che un buon giocatore di carte dell'epoca avrebbe chiamato "l’ Asso piglia tutto", che pare fosse una tra le migliori espressioni della stirpe in questione. Sappiamo che egli ebbe un ruolo prestigioso in Italide, riconducibile in maniera non univoca alla televisione, alla politica, allo sport finanche ai locali notturni come streap man. Egli era in ogni dove, tanta era la bravura e tanto era il consenso a lui riconosciuto (non è un caso che qualche storico malizioso negli anni a venire abbia considerato tale dilagante protagonismo indice di conflitto, il conflitto di interesse del Cul).

La magnificenza scolpita nella plasticità del suo sorriso, i modi galanti riservati indistintamente e senza alcuna formalità a chiunque (primo ministro o gelataio erano da lui trattati con pari confidenza), l’efferato senso della legalità messo più volte sotto accusa, provato ma mai effettivamente punito, pare abbiano elevato di molti e molti metri la caratura etica e morale della razza Cul. A lui, il cui nome completo ci è purtroppo ignoto se non per il finale "sconi", si attribuiscono indimenticabili orazioni che, in coerenza con il suo incarico ufficiale e in accordo con il bon ton delle grandi occasioni, hanno sempre soddisfatto i suoi sostenitori, cioè tutti, non possedendo attualmente prove che affermino l’esistenza di oppositori.

L'abile atteggiamento del superbo Cul era tuttavia mitigato da una formula che conferiva maggiore dignità ai fatti che riguardavano la sua vita privata e pubblica, la prima prepotentemente agganciata alla seconda: “E’ tutta colpa della sinistra”.
Non sappiamo se tale rituale derivasse dal suo essere mancino, dalla sua anca incrinata a sinistra, dal suo essere orbo dall’occhio sinistro, ma riteniamo che l’intento fosse chiaramente quello di chiedere scusa per la sua lieve ed eventuale insufficienza fisica. Proprio tale umiltà lo rese un Dio sceso in terra e il suo popolo lo venerò e dichiarò capace di intendere, volere e di agire indiscriminatamente per i successivi 150 anni, trascorsi i quali, in una sorta di epico epilogo, la civiltà di Italide fu ricoperta interamente di acqua e scomparve, emulando una trisavola illustre di nome Atlantide.

Per gli appassionati di filologia ecco un’ultima curiosità: i Cul avevano una lampante somiglianza tra loro, per cui quando l’uomo comune senza tale privilegio ne incontrava un esemplare, soleva omaggiarlo con un saluto carico di ammirazione come hai la faccia proprio come il Cul oppure che faccia da Cul.
Raramente ma non troppo, all’interno della stessa razza, per augurarsi buona ventura utilizzavano la formula vai a prendertelo nel Cul.

Ahinoi, non sapremo mai la natura di quale incommensurabile fortuna.

mercoledì 20 maggio 2009

Il sogno nel cassetto (di Silvano)

Facevo due passi nel parchetto Trullallò
quando alla mia vista una figura balenò

un non vecchio signore al sole rivolto
con pipa, giornale, sotto braccio un involto

mi faccio vicina, son molto curiosa,
quel fagotto non miagola, non fa le fusa

penso un pretesto per attaccare bottone,
non trovo nient’altro che buongiorno, il suo nome?

Il signore mi guarda, sorride di gusto,
dice Silvano, ma non è il quesito giusto

E' vero, ha ragione, era solo una scusa,
è nuovo del posto o son io confusa?

Il signore esitante mi guarda perplesso
fanciulla suvvia, non son mica fesso

resto in silenzio e scruto il fardello
ohibò non è gatto se spunta un pomello

gli dico Silvano, perché ha quel cassetto?
Il comodino è pesante, è ai piedi del letto

lo guardo in silenzio con aria incantata
ci siamo capiti, la notizia è scovata

Silvano il suo sogno lo porta a passeggio,
a fare la spesa, in bici, al maneggio

l’età più lontana non gli fa paura
da quando bambino lo afferrava con cura

a grandi e piccini di ogni generazione
Silvano rammenta questa lezione

non abbandonare i sogni infantili,
tienli con te, rendili vivi

riprendo i due passi nel parchetto Trullallò
e filo dritta a casa che questa storia scriverò

giovedì 14 maggio 2009

Tre quarti (di soggetto a basso dispendio cerebrale) e una gazzosa

TITOLO: La consonante
DURATA: 3 minuti
GENERE: comedy
AUTORE: SilviaB. con la tacita collaborazione di Chiarina

Strada del centro di un’anonima provincia italiana. Macchina parcheggiata lungo il marciapiede. Uomo seduto al volante con entrambi i finestrini abbassati. Ha lo sguardo rivolto nella direzione di una vicina passante la quale risulta affetta da "tasso di sordità Amplifon" mediobasso. Tale "tasso di sordità A." in quel momento si combina fatalmente al rumore del traffico congestionato dell’immediato incrocio.

Uomo in macchina: S.usi? S.usi?

La passante a "tasso di sordità Amplifon" mediobasso ritiene che l'uomo la stia chiamando. Si avvicina prontamente al finestrino dell’uomo in macchina: Si, mi dica.

Uomo in macchina: Ehm, veramente stavo chiamando mia moglie. E' dietro di lei. Susy??


TITOLO: La connessione
DURATA: 15 minuti
GENERE: drammatico a lieto fine
AUTORE: SilviaB.

Buongiorno.
Buongiorno, si accomodi.

Allora, le devo installare il modem.
Certamente, può metterlo lì.

Si ma prima ho bisogno di creare la linea telefonica.
Facci, facci pure (ma come è umano lei)

Devo raggiungere la stanza-quadro accentramento dei contatori.
Ah si?


Ha idea di dove possa essere?
Eh no.


Scusi ma quando salta la luce lei dove la va a ripristinare?
Io? Veramente non è mai capitato che andasse via la luce.

Sottofondo musicale da circo. I due iniziano la ricerca della stanza in questione per tutto il palazzo. Il tecnico procede speditamente affindandosi al suo intuito da cercatore di reti telefoniche. Tenta di entrare nella casa di un vicino ma fortunatamente trova la porta chiusa.

All’improvviso l’apparizione: la porta della stanza dei contatori.

Compiuto il primo allaccio, il tecnico torna nell’appartamento e procede all’attivazione della linea telefonica, installa il modem, prova la connessione ad Internet, racconta fatti salienti della gioventù, chiede un bicchiere d’acqua specificatamente frizzante, si informa sul fatto che la padrona di casa sia fidanzata,alla risposta affermativa accetta di esserle semplicemente amico e prima di salutarsi si danno appuntamento al parco che scoprono di frequentare entrambi.

Non si rivedranno mai più ma vivranno nel ricordo di una reciproca simpatia.


TITOLO: Il saluto (omaggio a Lillo&Greg)
DURATA: 10 minuti
GENERE: drammatico con finale fantasy
AUTORE: SilviaB

Ansia e turbamento agitano la ragazza che sta per fare ingresso nel suo nuovo posto di lavoro.
Abbigliamento, trucco e parrucco sono particolarmente curati per non deviare la sua immagine di giovane giudiziosa che si avvia alla professione. La ragazza è vestita sobriamente con una punta di singolarità. Pose tattiche e sorriso di circostanza risultano ben studiate e coordinate con le prove generali di approccio ai futuri colleghi.
Entra in ufficio. Incontra la Signora Paraponzilli, vecchia amica del suo datore di lavoro, che sta andando via. La Signora Paraponzilli ha fama di essere persona poco incline alle formalità e ai convenevoli.
Al momento di incrociarsi, la ragazza rivolge un saluto alla Signora Paraponzilli con un cordiale “salve”.
La Sig.ra Paraponzilli replica accigliata: No eh, io il “salve” non lo posso sentire. Sai quante persone ho mandato via perché si presentavano da me come aspiranti segretarie e salutavano con il “salve”?

La scena è colma di sottile imbarazzo quando di colpo si scaraventa la porta d’ingresso e fa la sua comparsa il solenne Grande Capo Estiqaatsi, comunemente detto Esticazzi.
Accorrono anche i flash di una troupe che passava lì per caso cui fa seguito un affannato cronista con taccuino e bic alla mano. L’atmosfera è carica di misticismo.
L’incenso inizia a diffondersi nell'aura insieme a un grazioso sottofondo di flauti.

Il cronista avvicina il Grande Capo: Grande Capo, ha sentito? La ragazza si è rivolta con un “salve” alla Signora Paraponzilli che l'ha ripresa dicendo che non si saluta così. Lei cosa ne pensa?
Grande Capo: Signora Paraponzilli non approva il saluto “salve”?
Giornalista: No, appunto. Qual è il suo parere al riguardo?
Grande Capo: ESTICAZZI pensa che quando si è ben educati ognuno può salutare come vuole.Paraponzi ponzi pò.

venerdì 8 maggio 2009

Ritratto

Ha una faccia che non promette nulla di buono a chi osa candidamente posarvi lo sguardo. In occasione di una serata pubblica, colpisce che allegorie mondane quali il convenevole, la buona conversazione, il sorriso di circostanza, non abitino quegli occhi piccoli, tondi e neri, incastonati nell’espressività di una faina rosa dalla fame e ingrigita dall’invidia verso il restante genere umano. Al momento di aprire bocca, non tace alcune considerazioni che, senza particolare impegno, confermano la bieca mediocrità del suo ragionare e l’insopportabile ovvietà di tanto,superfluo, fiato sprecato. I presenti sornionamente accondiscendono sopportando con affabile rassegnazione una presenza, la sua, che ottunde qualsiasi spiraglio di composta socialità. La mia evidente indifferenza infastidisce lei e fa dispiacere me.
Che tortura nasconderle un inconfessabile segreto: gli ultimi studi in materia di evoluzione sarebbero d’accordo nel ritenere la sua esistenza come un clamoroso malinteso tra adattamento ambientale e mutazione genetica. In buona sostanza, un peccato di gioventù del Creatore.